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ULSS 6 Vicenza

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Dal 1 gennaio 2017 ULSS 6 e ULSS 5 si uniscono nella nuova ULSS 8 Area Berica

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02/01/2017
Nasce la nuova Ulss 8 Berica

Notizie ed eventi

Nasce la nuova Ulss 8 Berica

 

02/01/2017

Nessun taglio ai servizi o cambiamenti nelle modalità di accesso per i pazienti, ma un'assistenza più efficace e un utilizzo ottimale delle risorse grazie a nuove sinergie.

Dal 1 gennaio la rivoluzione della riforma sanitaria regionale è diventata realtà, portando nella nostra provincia all'unificazione delle ULSS 6 Vicenza e ULSS 5 Ovest Vicentino con la nascita della nuova ULSS 8 Berica.

I numeri

Alla nuova realtà fanno riferimento 61 comuni, per una popolazione di 499.422 abitanti su un territorio di 1.240 km². Un'unica azienda socio-sanitaria con un valore della produzione di circa 970 milioni di euro, tale da renderla la terza azienda vicentina per dimensioni, e 6.107 dipendenti. E anche sul piano delle dotazioni e delle prestazioni erogate la nuova ULSS 8 Berica ha numeri di assoluto rilievo: può contare su 6 ospedali e 1.362 posti letto, con circa 51.500 pazienti ricoverati e quasi 38 mila interventi chirurgici ogni anno.

Di grande intensità anche l'attività ambulatoriale, con circa 1 milione e 460 mila visite specialistiche annue e oltre 4,1 milioni di esami diagnostici. Infine, l'attività del Pronto Soccorso, con quasi 170 mila accessi suddivisi tra il San Bortolo, Arzignano, Noventa Vicentina e Valdagno, oltre ai punti di primo intervento a Montecchio Maggiore e Lonigo.

Per quanto riguarda invece i servizi territoriali, sono circa 13.600 i pazienti seguiti dall'Assistenza Domiciliare Integrata; 1.230 gli utenti disabili assistiti presso strutture residenziali e semiresidenziali; 4.300 i posti letto per gli anziani in strutture extra ospedaliere.

Numeri importanti, infine, anche per l'attività di prevenzione, con circa 91.700 vaccinazioni eseguite ogni anno, oltre 13.600 screening mammografici, 29.500 screening del colon-retto e 17.800 screening citologici.

Nessun taglio o annessione

Al di là dei numeri, comunque impressionanti, determinante sarà lo spirito con cui opererà la nuova realtà aziendale: «È un appuntamento - sottolinea il Direttore Generale Giovanni Pavesi - per il quale ci siamo preparati per l'intero ultimo anno: è stato un lavoro dietro le quinte e quindi poco visibile, ma molto intenso quello portato avanti in questi mesi, ma oggi possiamo dire di essere pronti. E soprattutto, credo che sia stato capito anche internamente lo spirito con cui vogliamo dare forma alla nuova Ulss 8 Berica: non ci saranno annessioni, né tagli o trasferimenti indiscriminati. Ci sarà un totale rispetto delle posizioni acquisite dal personale, al massimo ci potrà essere qualche ridistribuzione, con l'unico fine di migliorare e uniformare gli standard assistenziali, ma sempre di concerto con le rappresentanze dei lavoratori. Semmai voglio sottolineare come per il personale questo cambiamento potrà essere un'opportunità: di crescita professionale, grazie al confronto costruttivo con i colleghi delle altre strutture, e anche di carriera, potendo dimostrare tutte le proprie competenze in un contesto più ampio e prestigioso. In generale comunque, voglio ribadirlo, nel rapporto con i dipendenti, così come con i fornitori, l'ULSS 8 Berica subentrerà alle ULSS 6 e 5, assumendo tutti gli impegni già presi».

Verso nuove sinergie

Allo stesso tempo, però, seguendo lo spirito della legge regionale 19 la creazione di un'unica azienda socio-sanitaria per l'area di Vicenza e dell'Ovest Vicentino consentirà di mettere a frutto importanti sinergie. «Su questo fronte - sottolinea ancora Pavesi - un grande beneficio arriverà innanzi tutto dall'operato dell'Azienda Zero costituita nell'ambito della riforma sanitaria regionale, che fungerà da centrale di acquisto, ma non solo: si occuperà per tutte le aziende della gestione delle buste, del personale, delle assicurazioni, dei servizi informatici e molto altro. Questo ci consentirà di liberare risorse che potremo dedicare ad altre mansioni, a tutto vantaggio del servizio agli utenti. E poi naturalmente, come azienda unica, anche noi avremo un potere contrattuale ben diverso per i rapporti con i fornitori che gestiremo direttamente».

E poi vi sono le sinergie organizzative, per le quali il percorso è ben avviato: il primo risultato è già realtà con la costituzione, nei mesi scorsi, del Dipartimento Interaziendale Oncologico, che rappresenta uno dei principali poli oncologi del Veneto, una struttura multidisplinare e di alta qualità della quale fanno parte tre ospedali (Vicenza, Arizignano e Montecchio Maggiore) e ben dodici strutture: l'oncologia, l'anatomia patologica, la radioterapia, la chirurgia generale, l'ematologia, la farmacia ospedaliera, le cure palliative del San Bortolo; l'oncologia e la Breast Unit di Montecchio Maggiore; l'anatomia patologica, la farmacia ospedaliera, le cure palliative di Arzignano. Degna di nota, all'interno di questo percorso, è in particolare la creazione di un'unica equipe per le cure palliative, sotto la guida del dott. Pietro Manno, fino ad oggi all'ULSS 5, e di un'unica Breast Unit - che sarà la principale realtà del settore in Veneto, con 500 interventi l'anno -, quest'ultima sotto la direzione del dott.Graziano Meneghini, già direttore della struttura di Montecchio Maggiore.

E analoghi percorsi sono stati intrapresi per l'unificazione delle Cardiologie e delle Ortopedie, che già oggi lavorano come un unico reparto pur mantenendo la propria presenza su tutti i presidi ospedalieri preesistenti. Allo stesso tempo, sarà unificata anche la gestione dei Servizi di Prevenzione e dei Servizi Veterinari. E l'elenco, naturalmente, potrebbe continuare a lungo

«In tutti questi ambiti - spiega ancora Pavesi - l'obiettivo è uno solo: mettere a confronto i modelli adottati nelle diverse realtà, individuare le best practices e quindi condividerle, uniformando al livello più elevato possibile la qualità dell'assistenza».

Tra le tappe già pianificate nel corso del 2017 ci sarà anche l'unificazione del CUP, che consentirà di abbreviare ulteriormente i tempi di attesa e in generale di rispondere in modo più efficace alle richieste degli utenti, attraverso la possibilità di gestire in modo simultaneo e coordinato più punti di erogazione per le visite specialistiche e gli esami diagnostici.

Le strutture ospedaliere

Come anticipato, rimane invariata la pianificazione regionale e con essa anche le schede ospedaliere: la nuova ULSS 8 Berica eredita quindi le strutture e le dotazioni delle ULSS 6 e 5, ma l'unificazione tra le due aziende porterà a qualcosa di più della semplice somma delle parti. «Il San Bortolo - sottolinea il Direttore Generale - sarà sempre più un ospedale hub che punterà sull'eccellenza delle tecnologie e sulla super-specializzazione, ma nel nuovo scenario anche il futuro ospedale unico di Arzignano-Montecchio Maggiore avrà un'importanza maggiore rispetto a quella che avrebbe avuto mantenendo le ULSS divise, basti solo pensare alla possibilità di lavorare in tandem con il S. Bortolo. Lonigo, da parte sua, già quest'anno è diventato il punto di riferimento per la riabilitazione ortopedica e cardiologica di Vicenza e dell'Ovest Vicentino, mentre in passato i pazienti bisognosi di riabilitazione spesso erano costretti ad andare addirittura fuori provincia. E Valdagno e Noventa Vicentina manterranno il loro ruolo fondamentale di presidi sul territorio, come dimostrano le importanti acquisizioni arrivate in entrambi questi ospedali nel corso di quest'anno; e anche Arzignano continuerà a essere la struttura di riferimento per molte specialità strategiche nell'Ovest Vicentino, in attesa del completamento del nuovo ospedale».

Le garanzie per i cittadini: una rivoluzione invisibile

Una profonda - anche se graduale - rivoluzione, quindi, di cui però i cittadini di fatto non si accorgeranno nemmeno. «Per gli utenti non cambierà niente - sottolinea in modo categorico Pavesi -. I posti letto e le dotazioni resteranno come detto invariate e, come spiegato, le importanti sinergie che andremo ad attivare saranno solo di tipo organizzativo e amministrativo». Pertanto, anche tutti i numeri di telefono utilizzati fino ad oggi continueranno a essere attivi e non vi è sarà alcuna variazione per quanto riguarda i servizi ospedalieri, le modalità di accesso, le sedi delle prestazioni ambulatoriali o il personale ad essi preposto.



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